Fichi a colazione: Gallipoli e il turismo sostenibile

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Una colazione a base di fichi e fichidindia come scelta di sostenibilità turistica. Succede in un albergo di Gallipoli, lo Xilhotel, per iniziativa del titolare, Fernando Nazaro. Una scelta che ad un primo impatto può porre interrogativi sul rapporto tra siffatta colazione e la sostenibilità turistica. Anzi, a dire il vero può sembrare del tutto “fuori stagione” parlare di tale argomento a Gallipoli, nel clou della stagione balneare.

Invece, ci sono motivi che rendono attuale un percorso avviato da tempo, ma che richiede forse più comunicazione mirata a promuovere una maggiore consapevolezza. Perché sono in corso varie iniziative, piccole iniziative se volete, ma efficaci per richiamare l’attenzione sulla sostenibilità che gli analisti di fenomeni complessi come il turismo ritengono indispensabile per salvare il futuro delle maggiori destinazioni. Ciò, in alternativa alle vacanze che generano sovraffollamento, eccessiva pressione antropica sui beni naturali, fretta che fa ignorare le risorse culturali, scarsa qualità dell’offerta di servizi inadeguata alla domanda eccessiva.

A volere fare una breve sintesi di tali iniziative pubbliche e private, si può cominciare dall’impegno del neo-costituito Gruppo Salento Jonico del Fondo per l’Ambiente Italiano in difesa della sopravvivenza della chiesetta basiliana di San Pietro dei Samari. La quale motiva la presenza di Gallipoli nella Via Petrina, atteso che il tempio è considerato una testimonianza dello sbarco sul territorio gallipolino dell’Apostolo Pietro nel suo viaggio dalla Samarìa a Roma.

Sul versante pubblico, è stata decisa l’adesione del Comune sia alla Rete degli illuministi meridionali, considerato che Gallipoli può vantare i natali di Tommaso e Filippo Briganti, sia all’associazione Terre Martiniane. Questa, riunisce i territori nei quali Francesco di Giorgio Martini ha testimoniato la sua versatilità artistica e perizia architettonica; nel caso di Gallipoli, architettura militare, considerate le modifiche proposte, e poi attuate, al sistema difensivo imperniato sul Castello.

Percorsi, itinerari, chiese, musei, pinacoteche, frantoi ipogei, strutture difensive, centro storico, parco naturale ed altre peculiarità cittadine, tradizioni religiose e folkloristiche comprese, devono concorrere in una proposta unitaria che ha come denominatore comune il mare. E’ di tutta evidenza che in questo modo si concretizza una destinazione “diversa” e completa senza il bisogno del contesto balneare. Anzi, si determina un’offerta che rende Gallipoli un grande, articolato attrattore culturale per chi voglia visitare la città in tutt’altro periodo rispetto a quello dell’affollamento.

In tale contesto, idoneo ad accelerare un recupero di equilibrio tra bellezze e presenze turistiche, trova posto anche la gastronomia. Ciò ci riporta al discorso iniziale, alla scelta di Fernando Nazaro, per altro vice presidente della Sezione turismo di Confindustria Lecce, di proporre ai suoi ospiti a colazione prelibatezze come fichi, fichidindia, giuggiole, piccole pere e uva malvasia, a tutela della biodiversità e a testimonianza, come lui dice, di un “Salento autentico”. Una scelta forte di antiche tradizioni, povere di quattrini ma ricche di umanità, che privilegia prodotti naturalmente biologici e a chilometro zero. Ed anche questo – si potrebbe dire: soprattutto questo – tratteggia l’ambito del turismo sostenibile.

Gallipoli, 11 agosto 2022

GIUSEPPE ALBAHARI

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