Un’ottima notizia per la Puglia, per il suo mare e per una delle sue tradizioni gastronomiche ed economiche più famose: la cozza tarantina. I risultati finali del progetto sperimentale sulla decontaminazione dei mitili, presentati alla Prefettura di Taranto, segnano una svolta storica che unisce la tutela della salute pubblica al rilancio economico del territorio.
Lo studio, condotto tra la fine del 2024 e il 2026 da un team di eccellenze scientifiche e istituzionali (ARPA Puglia, ASL Taranto, Capitaneria di Porto e CNR-IRSA), finanziato dal Commissario straordinario e dal CIS, ha dimostrato che il mare possiede una straordinaria capacità di rigenerarsi e proteggere i suoi prodotti.
Il “miracolo” dell’autodepurazione: come funziona
Il progetto ha analizzato gli effetti del trasferimento dei lotti di mitili dal Primo Seno del Mar Piccolo (storicamente più esposto a criticità ambientali) alle acque più aperte del Mar Grande. I dati scientifici emersi sono straordinariamente positivi:
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Decontaminazione rapida: Una volta spostati nel Mar Grande, i mitili attivano una clearance naturale (un processo di autodepurazione metabolica indipendente dal ciclo biologico).
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Tempi record: Già dopo 15 giorni si nota un drastico calo dei contaminanti (diossine e PCB) dovuto a un effetto di “diluizione biologica”. Tra i 30 e i 45 giorni, la contaminazione si azzera in modo stabile.
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Qualità intatta: Questo processo avviene a impatto zero sulla fisiologia del prodotto. Il gusto, la consistenza e le proprietà gastronomiche (Indice di Condizione e Sostanza Organica) rimangono eccellenti, complici le temperature del mare che restano protettive sotto i 28°C.
Dalla gestione d’emergenza alla programmazione
Fino a oggi, la mitilicoltura a Taranto è stata regolata da logiche emergenziali e restrizioni legate all’Ordinanza Regionale del 2011. Questi risultati cambiano completamente la prospettiva, aprendo alla rimodulazione dei calendari di raccolta.
«Siamo di fronte a un traguardo straordinario […]. I dati emersi offrono risposte rassicuranti sotto il profilo della sicurezza alimentare e costituiscono un solido supporto tecnico-scientifico per mitigare l’impatto socioeconomico dell’Ordinanza Regionale sulla mitilicoltura locale. Dimostriamo che l’ambiente e l’economia possono rigenerarsi insieme.» — Vito Felice Uricchio, Commissario Straordinario per le bonifiche di Taranto.
Grazie a queste certezze, le istituzioni – supportate anche dal Comune di Taranto e dal CIS – potranno finalmente adottare un modello di rotazione dei mari che permetterà ai mitilicoltori di lavorare in sicurezza e continuità.
Una nuova narrativa per Taranto
Questo progetto non è solo un successo scientifico, ma rappresenta un tassello fondamentale per cambiare il modo in cui viene raccontata la città ionica. Come sottolineato dal Comandante della Capitaneria di Porto, Leonardo Deri, Taranto dimostra di poter essere un laboratorio di innovazione e riscatto ecologico, superando il vecchio stereotipo di territorio esclusivamente compromesso.
L’approccio utilizzato segue i moderni principi della One Health (salute unica tra ambiente, animali e uomo), garantendo ai consumatori un prodotto sicuro, eccellente e certificato dalle massime autorità sanitarie e ambientali. La cozza di Taranto, simbolo identitario della città, è pronta a riprendersi il posto che le spetta sui mercati.










