A Gallipoli, c’è mai stato un carnevale sul mare? La risposta in un nuovo libro tutto da scoprire

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Riportiamo di seguito alcune notizie sulla presentazione del libro sul Carnevale di Gallipoli. Scritto dal nostro direttore Giuseppe Albahari ed editato dalla nostra Associazione, racconta l’intera storia del carnevale cittadino corredata di circa 300 immagini.

Gallipoli, 2 dicembre 2022

LA REDAZIONE

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Martedì prossimo, alle ore 17,30 nell’Aula magna dell’Istituto comprensivo Polo 2 situato in piazza Carducci a Gallipoli, sarà presentato il volume “Carri, chiacchiere e titori. L’antico carnevale di Gallipoli” (Edizioni “Puglia&Mare”, Gallipoli, novembre 2022) del giornalista Giuseppe Albahari. Interverranno il sindaco Stefano Minerva e la presidente dell’Associazione Puglia&Mare Alessandra Bray, ospite della serata Vata Barba. L’autore dialogherà con la giornalista Eleonora Tricarico.

Il libro parte dalle focareddhe che un tempo numerose davano inizio al carnevale, il 17 gennaio, per raccontare una festa ricca di maschere che, già dall’inizio del secolo scorso e sicuramente dopo la seconda guerra mondiale, invadevano il centro storico fino all’ultimo giorno di baldoria, quando il funerale di Titoru, di cui è narrata la sfortunata storia, concludeva festini e veglioni. Non sono trascurate, né l’appendice rappresentata dalla Pentolaccia, né un gioco “d’impronta priapesca” che si svolgeva durante tale festa e per il quale l’autore ipotizza analogie con le maschere napoletane.

È poi la volta delle sfilate dei carri di cartapesta – dall’anno-zero, il 1954, a quest’anno 2022 – dei quali è dettagliata la tecnica costruttiva e sono indicati ideatori, organizzatori, premiazioni, ma anche crisi ricorrenti, rinascita dalle ceneri (fondamentale quella del 1979, innestata sul carnevale di quartiere della parrocchia di San Gerardo Maiella) e tentativi di allargarne gli orizzonti. L’autore ha ricordato tutti i cartapestai che si sono avvicendati nel tempo – tanto gallipolini quanto provenienti dai centri vicini –, le “maschere” e coloro che hanno presentato la sfilata e gli ospiti, ma anche tante notizie “collaterali” che sarebbe troppo lungo elencare, dalle cartoline ai dolci carnascialeschi della tradizione gallipolina.

Infine, le fotografie. Illustrano quasi tutti i carri dell’Albo d’oro del carnevale gallipolino e a queste si aggiungono quelle di oltre 200 altri carri e maschere e personaggi e oggetti, per un totale di quasi 300 immagini, tutte puntualmente descritte grazie ad un lungo lavoro di ricerca dell’autore; immagini che conferiscono infine un grande valore aggiunto a quello del racconto del carnevale gallipolino.

La serata di presentazione del volume è organizzata dall’anzidetta Associazione e dal Comune di Gallipoli, che insieme con la Pro Loco e con aziende private ha sostenuto la pubblicazione. “Perché – sostiene il sindaco Stefano Minerva introducendo il libro – rappresenta una fondamentale testimonianza e valorosa memoria delle nostre radici artistiche e cittadine, delle persone che hanno costruito nei decenni una vera e propria fortezza di cartapesta: sono diversi i nomi che Gallipoli vanta sul tema, ognuno fondamentale e imprescindibile. E se oggi questa narrazione è possibile è perché Giuseppe Albahari, memoria fedele della nostra città e narratore preciso della nostra identità, ha dedicato tempo e cura per restituire a noi tutti una parte della storia, la nostra”.

La prefazione è firmata dalla giornalista Gloria Indennitate. La quale tra l’altro scrive:” Gallipoli è stata e sempre sarà tanto e di più. Non solo mare, non solo borgo antico, non solo corso Roma. Non solo vento di scirocco o tramontana… Leggere “Carri, chiacchiere e Titori” sul Carnevale di Gallipoli o altri libri scritti in precedenza da Giuseppe Albahari sui camerini, sul Lido San Giovanni e sulla tonnara, significa comporre un mosaico per far conoscere la Signora dello Jonio all’universo di visitatori della città e a chi per motivi anagrafici ignora queste realtà di cui era mancato il racconto. Ora Gallipoli dispone di questi racconti. Si sarebbe altrimenti rischiata la perdita di una memoria collettiva che non è solo l’unione di tante memorie personali, ma il tessuto connettivo di tante piccole storie che rendono vitale la propria piccola patria”.

Il commento di Alessandra Bray, presidente di “Puglia&Mare” editrice del volume: “L’associazione, che ha nella sua mission la salvaguardia non solo del mare, ma anche della memoria storico-culturale del territorio, è orgogliosa di editare un libro che riveste grande importanza per Gallipoli, perché la storia del carnevale va oltre gli episodi che la compongono e contiene in sé riflessi di carattere economico, folkloristico e sociale che assumono infine, nella maschera di Titoru, il valore di metafora della vita”.

La pubblicazione è patrocinata da Mediamorfosi-Strategie di comunicazione e da La Gazzetta del Mezzogiorno, di cui l’autore è corrispondente da ben 43 anni e il cui archivio storico è stata una delle fonti consultate dall’autore.

 

Giuseppe Albahari, classe 1946, è nato a Gallipoli. Già funzionario dell’Area tecnica della Asl Lecce, ha coltivato la passione per la scrittura fino da studente collaborando alla redazione di giornali scolastici e, dal 1963 al 1966, al periodico “18° Meridiano”. Giornalista pubblicista dal 1982, direttore e collaboratore di numerose pubblicazioni periodiche, attualmente dirige la rivista “Puglia & Mare” e dal 1979 collabora con “La Gazzetta del Mezzogiorno” curando le corrispondenze da Gallipoli. In qualità di operatore culturale, ha organizzato manifestazioni di vario genere e dal 2012 dirige “La Settimana della cultura del mare”, di cui è ideatore. Come scrittore è presente in diverse antologie, ha firmato la prefazione di decine di volumi d’arte, poesia e demologia, di cui è appassionato cultore, ha curato le edizioni di alcuni cataloghi d’arte ed ha pubblicato una quindicina di libri. Gli sono stati attribuiti riconoscimenti per le attività letteraria, giornalistica e fotografica.

 

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